Il progetto orientato alla valutazione della fattibilità del processo di additive manufacturing applicato al settore calzaturiero, in collaborazione con eccellenze del settore in particolare Tacchificio Riviera e Tacchificio Del Brenta, ha portato alla progettazione  e realizzazione di esemplari (tacchi) non realizzabili con altre tecnologie.

La continua evoluzione nel settore della moda porta alla progettazione di forme assai complesse per adeguarsi alle esigenze del mercato. Le tecnologie tradizionali (es. fresatura, tornitura) tuttavia non possono accontentare ogni forma di progettazione, ponendo limiti non varcabili. Si inserisce così l'additive manufacturing per superare vincoli di forma e dare libera espressione a stilisti e progettisti.
Il rapporto conflittuale stilista-progettista, creatività contro logica, è sempre stato il limite nel campo della moda, soprattutto nella realizzazione di tacchi esclusivi. L' additive manufacturing stravolge questo conflitto ribaltandolo in un perfetto rapporto di simbiosi collaborativa.
La tecnologia additiva elimina punti deboli della tecnologia tradizionale, specialmente assemblaggi e saldature. Questo aspetto ci permette di ottenere manufatti meccanicamente più performanti.

La torre Eiffel additive elimina ogni forma di assemblaggio e debolezza, mantenendo una massa ridotta. L’uso ottimizzato dello spazio porta alla creazione di geometrie fino ad ora impensabili, il lavoro diventa libera espressione della propria fantasia.

YSL additive (grigio) stravolge la posizione delle lettere senza alterare il marchio in sé.

Il cliente può diventare stilista, creando con pochi mezzi la forma che più gli si addice.

La tecnologia additiva non si pone come rivale di quella tradizionale bensì la affianca, permettendo il superamento di ostacoli progettuali altresì insormontabili.
Il tacco "spina" evidenza una forte eccentricità, tuttavia semplice per la tecnologia additive, abbinata ad uso di tecnologie tradizionali per realizzare le boccole M6.

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